tempo

Cerca nel blog

martedì 28 maggio 2013

Piccole manie e stupide paure.

Non so perché ma alla vigilia di ogni partenza sento l'irresistibile impulso di tirare casa a lucido e di doverla lasciare splendente a tutti i costi . Allora ho cominciato questa mattina lucidando e smontando e rimontando il bagno poi sono pasta alla camera per poi finire al corridoio e alla cucina comuni … il risultato ? tutto brilla e a me fa' male il braccio !.
Sono molto contenta di andare da lui ma contemporaneamente ho paura , è la prima volta che rimango per ben sette giorni di fila, e lui non vive da solo ma con i suoi e io non sono più abituata a stare in una casa affollata senza contare sua madre che si mi tratta bene . Ma un conto è avermi tra i piedi un fine settimana e un altro è vedermi tutti i giorni per sette giorni e per via della malattia di lui siamo barricati in casa. Quindi mentre riguardo il mio bagaglio passa dalla gioia folle rivederlo al terrore dei suoi .
Questa strana ansia mista a gioia non mi sta facendo dormire : allora controllo nuovamente se ho tutto . Mi giro e rigiro nella mia piccola camera e un altra sigaretta vola nelle mie mani … ma dov'è quel dannato accendino quando mi serve ? comincio a frugare a cercare da per tutto a scrivere una parola per poi lasciare la tastiera e ricominciare a cercare e poi dov'è ? . Per terra mi sarà caduto !. L'accedo fisso la foto di noi due appesa al muro e la tensione si allenta . Poi ripenso al fatto che non saremo soli come quando lui viene nel mio piccolo nido , che è piccolo certo , modesto senza dubbio ma qui siamo soli.
Forse le mie sono solo stupide paure , con una buona parte d'egoismo. Ma in questa strana notte non riesco a far smettere di volteggiare la mia testa.

lunedì 27 maggio 2013

La distanza

Oggi sono andata dal medico ( se continua così ci dormo dentro) finalmente con la risonanza magnetica si è sciolto il dilemma è un infiammazione muscolare al braccio che ha fatto gonfiare l'avambraccio e lenta a guarire. Quindi devo portare ancora il tutore non muovere il braccio e prendere le medicine . Visto che sono ancora in malattia ho deciso di partire , vado sette giorni dal ragazzo ( che con i suoi due polsi ingessati è messo peggio di me ). Mai come adesso mi pesa la distanza : lui ha bisogno di me e io non posso aiutarlo come vorrei , lui continua a ripetermi di non preoccuparmi che faccio già tanto che per lui è già importante sapere che ci sono e che questo basta.
Lo vedo attraverso Skipe , quanta fatica gli costa ogni movimento e la stanchezza nei suoi occhi perché non riesce a dormire comodo con i gessi.
È brutto vedere chi si ama soffrente non poter far ninfe per alleviare la sua pena. Per fortuna dopo domani parto e mi renderò meglio conto della situazione , certo forse non gli sarò di grande aiuto ma per lo meno mi sentirò meno inutile.


venerdì 24 maggio 2013

Una Lunga discesa ( seconda parte)


Anche oggi è  una giornata scandita dalla pioggia e dal freddo , la mattinata è cominciata con la risonanza magnetica  dal medico, durante tutto il percorso di ritorno in tram la mia mente scavava nella memoria come un minatore tenace che scava alla ricerca dell’oro.
Ero rimasta al mio ritorno dall’Italia … quando tornai trovai subito un lavoro a tempo determinato  come commessa in un piccolo negozio , lo presi come un gran colpo di fortuna !. E per un po’ filò tutto liscio lavoravo uscivo con gli amici che mi erano rimasti e ogni quanto potevo scappavo in Italia da lui e lui di conseguenza da me ogni volta che poteva. Fu un periodo stupendo , mi piaceva il mio nuovo lavoro e il mio cuore volava alto … aspettavo con trepidazione ogni incontro , tutto aveva ripreso sapore anche nella piccole cose come una maggior attenzione per i dettagli anche andare a fare shopping con le amiche aveva ripreso il suo perché , la ressa ai banchi dell’intimo durate i saldi e il salire con il cuore in gola sul treno mentre un accecante passione mi spingeva a correre in avanti . Ma la calma non durò a lungo , il lavoro terminò e senza alcuna possibilità di potermi rivolgere alla disoccupazione mi ritrovai costretta  a rivolgermi all’assistenza sociale . E non fu proprio una passeggiata di salute . Mi spiego meglio , quando si finisce in sociale qui in Svizzera si sprofonda automaticamente sul fondo della  scala sociale forse un gradino più su di barboni e tossici , si diventa come appestati dai quali fuggire. E così fu ; gli amici che prima contavo sulle dita di entrambe le mani dopo potevo contarli su una mano sola . Ma non mi scoraggiai a testa bassa tirai avanti con tenacia e trovai una altro lavoro …. Un lavoro di merda ( per essere fini) in un hotel a pulire : sottopagato , private quasi di ogni diritto : 8 e anche 9 ore di fila senza pausa e senza neanche andare in bagno e non essendo proprio di costituzione robusta neanche un mese dopo mi ammalai … cominciò a gonfiarsi il braccio destro e fini in malattia e siccome il lavoro ad ore non prevedeva la malattia ; ripiombai in sociale. Siccome la sfortuna non arriva mai da sola la settimana scorsa il ragazzo, si è rotto entrambi i posi sul lavoro ed ora io bloccata qui aspetto il rinnovo della malattia per poter correre da lui . Ora seduta davanti al computer con la mia sigaretta che mi scivola da una mano all’altra mentre rifletto su che altro potrebbe riservarmi questa strana vita .

martedì 21 maggio 2013

Una lunga discesa ( prima parte).

La pioggia scende sottile in questa cupa città , mentre cammino a passo svelto per recapitare alcune fatture all'assistenza sociale . Il tutore al braccio destro mi dà fastidio ma è sopportabile . raggiunto l'uffici consegno la busta  e torno di volata a casa e ora qui seduta davanti al computer mi ritrovo a ripercorre i passi  che mi hanno portato da avere tre lavori  e una barca di impegni e tantissimi amici a ricevere l'assistenza sociale , quasi completamente da sola e in più con un braccio semiparalizzato , quindi cominciamo  dall'inizio .
Troncato con lui mi buttai a confitto nel lavoro nel senso più letterale del termine , al mio primo lavoro del 60% a pulire un edifico pubico riuscì ad aggiungere un secondo al 50% nell'archivio di una biblioteca pubblica ciò significava svegliarsi ogni mattina alle cinque per arrivare a lavoro alle sei , staccare dal primo lavoro alle 12:00 arrivare all'altro alle 13:00 (mangiando qualcosa sui mezzi pubblici) e arrivare distrutta a casa tra le 18 e le 19. Poi per condire il tutto mi tenni anche il mio vecchio nel bar ma ridussi l'orario al solo fine settimana . Ero un ottima giocoliera , non ostante i mille impegni lavorati gestivo una vita privata altrettanto movimentata il mio telefono cominciava ad impazzire già il giovedì di prima mattina tutti volevano fare qualcosa il fine settimana , feste , eventi , uscite dall'una di notte in poi staccato dal bar non mancavano ero l'amica di tutti quella che non si dimentica mai di chiamare , la spalla su cui piangere e che non si tirava indietro anche per piccoli prestiti a breve scadenza ( se ci penso oggi … ma sono idiota a cosa ?). Non ero iper attiva ma molto molto di più , ma ero felice soddisfatta di me stessa. Dopo di che mi si prospettò la possibilità di un lavoro come telefonista servizio alla clientela ben pagato , mi si apriva la possibilità di un lavoro unico e orari più leggeri con una perdita di guadagno minima . La colsi al volo  i primi mesi furono idilliaci , cominciavo alle 8:30 vicino casa staccavo alle 18:00  il fine settimana andavo al bar e avevo molto più tempo per me stessa e gli amici  . Poi l'anziana proprietaria del bar vende per tornare definitivamente in Italia ma non me ne faccio un cruccio ; chiedo e ottengo ore di straordinario praticamente tutto perfetto . Ma tutto cambiò in pochissimo tempo … un mese da prima ci tolsero gli straordinari , poi cominciarono a susseguirsi voci di illeciti dell'azienda di tagli al personale di truffa e falso in bilancio ed un giorno la bomba esplose . Dalla mattina alla sera eravamo tutti disoccupati . Corsi ad iscrivermi alla disoccupazione , che mi concessero pochissimi mesi . Comincia a cercare lavoro , il mio telefono divenne meno bollette una volta sparsa la voce e gli amici li contavo sulla punta di entrambe la mani , da 1000 all'ora allo stop totale è una brusca frenata. Allora tra una ricerca e l'altra mi dedico alle mie passioni e apro un gruppo di scambio posta elettronica per fan di star trek. Li conobbi un ragazzo che mi andò sulle palle da subito. Scoraggiata dal non trovare un impiego e delusa da tutto e tutti decisi di andare sette giorni dai miei . Li mi rilassai  per uno strano caso a furia di litigare via email io e il rompi scatole decidemmo di incontrarci , accetti forse solo per dargli del cretino guardandolo in faccia . Ma per fortuna non andò proprio così :mi recai all'appuntamento , pronta al confronto poi lo vidi : mentre scendeva agile dalla sua auto . Alto moro … in poche parole stupendo ! . Dentro di me pensai : " coglione si , ma ben messo". Ci sedemmo a parlare e scopri che non era solo bello ma anche simpatico ! e così fu il primo dei tanti caffè  . Prima di partire ero confusa ed emozionata mi sentivo attratta da quello strano e docce ragazzo , intelligente simpatico capace di una galanteria d'altri tempi ; ma fu lui a dissipare la confusione baciandomi e cominciando una relazione che dura non ostante la distanza e le mille difficoltà fino ad oggi.

domenica 19 maggio 2013

Svizzera -Italia andata e ritorno.

È passato tantissimo tempo dall'ultima volta che ho aggiornato il mio blog forse perché mi ci è voluto anche molto tempo per razionalizzare il tutto per verde la famigerata luce alla fine del tunnel . Ora sono pronta a fare un tuffo nel passato e a ripercorre i miei passi.

Quante volte gli avevo detto addio , quante volte poi ero ero tornata sui miei passi … oramai non ero ne anche più in grado di contarle. Quella fu una delle tante , quando gli riportai la sua roba con il cuore gonfio di rabbia e d'amarezza . Da quel giorno passarono alcuni mesi e io mi tuffai a capofitto nel lavoro concentrandomi solo in quello.
Puntualmente lui tornò con una scusa e io ricomincia a correre come un criceto sulla sua ruta . Una ruta fatta di pianto di notti insonni , fatte ad aspettare un uomo la cui immagine viveva solo nella mia testa … di belle parola e grandi promesse mai portate a conclusione ( a pensarci adesso ne uscirebbe una telenovela degna di sentieri , in cui inganno e tradimento e melodramma ne fanno da padrone), l'epilogo di di questo sfortunato melo dramma durato nove anni tra ricorressi per poi riprendersi giunge in una sera d'inizio agosto ad una festa di piazza proprio sotto casa mia.
Era caldo per la svizzera , la gente circolava tra le bancarelle altri erano accalcati agli steand che facevano musica , io e lui percorrevamo a fatica il percorso tenendoci per mano per non perdeci mentre lui ci faceva strada tra folla io osservavo la sua nuca era un periodo di straordinaria calma tra noi , tutto filava liscio e il mio cuore era pino di gioia . Ci fermammo ad ascoltare musica a bere qualcosa qua e là poi a mangiare da un asiatico : ridacchiando e scherzando. Poi ad un certo punto mi disse che era stanco della confusione e di andare in un bar. Ci defilammo velocemente e andammo nel bar prescelto e ci sedemmo al bancone ; la barista era una ragazza domenicana , alta e snella dalla parlantina veloce la risata a comando ( e dal secondo mestiere di molto esplicito - come del resto in quasi tutti i locali in questo dannato quartiere fatto di domanda e offerta-).
Mi assetai un attimo a fumare una sigaretta , quando rientrai i due stavano già flertando ; ma io non mi scomposi e con la massima noncuranza mi risiedetti al mio posto ordinando un cognac , volevo proprio verde fino a che punto lui si sarebbe spinto e li entrai in gioco io e la discussione diventa uno strano ‪Ménage à trois‬ . Poi insieme all'ultima goccia del mio cognac che mi scivolò in gola come benzina e e la mia rabbia esplose dentro di me quando i due si scambiano i numeri . Sollevai la mia borsa dal pavimento e senza guardare nessuno dei due mi alzai dalla sedia e me ne andai . Lui mi venne dietro , ma era troppo tardi camminai a passo spedito ribbutandomi nella folla mentre le lacrime scendevano dal mio viso , corsi a casa dove mi addormentai ancora vestita con tanto di scarpe tra le lacrime . Il giorno dopo ci fu un accesa discussione , poi diversi mesi dopo ricevetti una cartolina da lui ma quella fu l'ultima volta che lo vidi . Andai un fine settimana in Italia dai miei passai un intera giornata a fissare il mare , le onde e la brezza che mi scompigliava i capelli. Quando tornai , avevo scelto e stavo veramente bene . Buttai la cartolina e ricominciai a vivere

sabato 11 maggio 2013

I sogni che diventano incubi…

E poi arriva quel momento nella vita che ti svegli…
si ti svegli, come quando ci si sveglia nel cuore della notte, di soprassalto, con quel respiro affannato, con la paura e il cuore che ti batte a mille…

Da accessibile diventa tutto irraggiungibile, come se di colpo arrivasse la “normalità” e ti uccide la percezione dei sensi…

Quel castello che ti eri costruito non è poi quella fortezza che avevi sognato, non è più il rifugio dei tuoi sogni, e lo vedi crollare come se fosse di carta.

Ci sono momenti nella vita che pensi sia tutto un sogno la realtà che stai vivendo, e invece il sogno ricama l’incubo, te lo sbatte in faccia, te lo presenta cosi di colpo come quando ti svegli nel cuore della notte…

E cosi vedi che il tuo cielo non è più azzurro, il tuo sole si nasconde,

non riesci neppure a piangere dalla rabbia, ti senti come una foglia alzata dal vento spazzata via dall’albero che la ospitava….

Io so che chi ti fa vivere un sogno prima o poi quel sogno diventa incubo, ma non so ancora come dall’incubo possa ritornare un sogno, non so ancora come ci si sveglia…

Questo ancora non lo so…

Il Passato

E' una curiosa creatura il passato
Ed a guardarlo in viso
Si può approdare all'estasi
O alla disperazione.

Se qualcuno l'incontra disarmato,
Presto, gli grido, fuggi!
Quelle sue munizioni arrugginite
Possono ancora uccidere!

- Emily Dickinson

Wicca

Scende la pioggia

Tu nel tuo letto caldo, io per strada al freddo
ma non è questo che mi fa triste
Qui fuori dai tuoi sogni l'amore sta morendo
ognuno pensa solo a se stesso
Scende la pioggia ma che fa,
crolla il mondo addosso a me
per amore sto morendo !
Amo la vita più che mai
appartiene solo a me,
voglio viverla per questo !
E basta con i sogni, ora sei tu che dormi
ora il dolore io non conosco
Quello che mi dispiace è quel che imparo adesso
ognuno pensa solo a se stesso
Scende la pioggia...
Si è verificato un errore nel gadget
Si è verificato un errore nel gadget